Cuccioli

di Antonio Agus

Jadd

In Italia, per legge, un cucciolo non può essere adottato prima dei 60 giorni.

Io inizierò col dirvi che non c’è un’età “ideale” in assoluto per l’adozione del cane, in quanto è strettamente connessa ad altre condizioni, ovvero: l’allevatore e l’adottante.
Quello che però è stato dimostrato è che ci sono dei periodi fondamentali durante i quali è assolutamente necessario sottoporre il cane ad un’ampia gamma di stimoli affinché possa crescere equilibrato.

In gergo si parla di SOCIALIZZAZIONE e ASSUEFAZIONE.

Per socializzazione si intende abituare il cane alla convivenza con altri esseri viventi con i quali si troverà ad interagire nella sua vita quindi le persone senza dubbio, ma potrebbero essere anche gatti oltre che, naturalmente, altri cani.

E’ davvero importante che il cane si abitui a percepire l’essere umano come “non pericoloso” e dobbiamo anche ricordare che per lui, un uomo adulto, una donna, un ragazzino e un bambino, non sono la stessa cosa! Un cane che per i primi mesi di vita non ha mai avuto a che fare con bambini piccoli potrebbe averne paura la prima volta che li incontrerà.
Quando si parla di assuefazione invece, si intende abituare il cane alla presenza di stimoli ambientali che dovrà imparare a percepire come non pericolosi: rumore del traffico, biciclette, motorini, passeggini, bidoni della spazzatura….ecc.
Cani cresciuti in campagna o che escono troppo tardi dagli allevamenti, rischiano di avere grosse difficoltà a vivere in ambiente urbano.
Quello che è importante capire è come, anche pochi giorni durante i primi 2/3 mesi di vita, possono incidere molto.

In Inghilterra l’associazione che si occupa dell’addestramento dei cani per ciechi, una volta iniziava il percorso di formazione all’età di 60 giorni.
Il cane guida deve essere assolutamente tranquillo difronte ad ogni evento che possa accadere in città, non deve aver paura di sirene, traffico, operai, ecc.
I cani che passavano la selezione finale, erano meno del 20%.
Venne poi fatto un esperimento, provando ad anticipare l’inizio della formazione a 54 giorni anziché a 60. Ebbene, alla selezione finale passava oltre l’80% dei cani.
6 giorni hanno fatto una differenza enorme, provate a pensare cosa significa portare un cane per la prima volta fuori dall’allevamento a 3 o 4 mesi!

Il fatto è che dalle 3 alle 5 settimane di vita il cane si trova nel periodo di massima attrazione verso gli stimoli, imparando ad associarli come “non pericolosi”. A partire dalla 5 settimana inizia l’attivazione di quella parte del sistema nervoso (sistema nervoso simpatico), che è associato a situazioni di emergenza, reattività, aumento di battito cardiaco, respirazione, movimenti intestinali, reazioni chimiche riconosciute come stati di ansia, paura, aggressività, e raggiunge il picco a 9 settimane.

L’ampia esposizione a stimoli ambientali nelle prime 6 settimane di vita:

  • Riduce i tentativi di evitare cani sconosciuti
  • Riduce l’abbaio e il ringhio a cani sconosciuti
  • Riduce il ringhio a persone sconosciute fuori casa
  • Riduce l’abbaio e il ringhio a persone sconosciute in casa
  • Riduce l’evitamento di suoni molto forti e del traffico

Statisticamente gli episodi di aggressività sono legati prevalentemente a problemi di paura e, anche quando queste paure non sfociano in aggressività, i problemi che più spesso ci troviamo ad affrontare nei nostri centri, sono proprio l’insicurezza e la paura dei cani che li portano ad essere difficilmente gestibili soprattutto in ambiente urbano.
Tornando alla questione cruciale, ovvero a che età sia meglio adottare il cucciolo, la risposta è che dipende da chi è l’allevatore e chi è l’adottante, o meglio, da cosa saranno capaci di fare.

Se il cane si trova in un allevamento che tiene i cani isolati dal mondo e che non li sottopone a stimolazione nelle prime settimane di vita, prima viene adottato meglio è, ma sarà compito di chi lo adotta iniziare da subito a lavorare sulla socializzazione e sull’assuefazione del cucciolo, con l’aiuto di un bravo educatore per evitare di compiere danni (molti purtroppo credono che per abituare il cane sia giusto prenderlo e portarlo la prima volta ad un mercato o in mezzo al traffico nelle ore di punta, rischiando così di ottenere il risultato opposto, ovvero di sensibilizzare il cane a quegli stimoli!).

Se al contrario il cane si trova in un buon allevamento, meglio che passi lì qualche giorno in più anziché andare da qualcuno che lo terrà chiuso dentro casa o in giardino per i primi giorni o settimane.

A questo punto, una volta adottato il cane, si apre un’altra questione: A CHE ETA’ INIZIARE IL PERCORSO DI EDUCAZIONE/ADDESTRAMENTO?

A questa domanda rispondo sempre dicendo che sono già in ritardo e che, anzi, la stessa domanda è errata perché dovrebbe essere: “Ho intenzione di prendere un cane, posso iniziare il corso in modo da essere preparato al suo arrivo?”.
Spesso anche i veterinari non aiutano consigliando ai proprietari di tenere i cani in casa fino ai 3 mesi di età in modo da aver completato il ciclo di vaccinazioni, andando così in direzione esattamente opposta a quanto dimostrato dagli studi che, come abbiamo visto, consigliano di portare il cane fuori già a partire dai 54 giorni, naturalmente con tutte le attenzioni del caso.

E’ comune fare l’errore di prendere il cane prima di avere delle nozioni base sul come comportarsi, come se si comprasse un’auto prima di prendere la patente, anzi, forse ancora peggio.
Molti dei problemi più diffusi, in primis il tirare al guinzaglio, nascono proprio perché i proprietari compiono degli errori nelle prime settimane in cui il cucciolo arriva a casa sottovalutando l’importanza dell’apprendimento del cane nei primi mesi di vita.
Immaginiamo il cucciolo come un foglio bianco (anche se non è esattamente così dato che molte sono le cose apprese già nei primi 2 mesi di vita). Quando inizia ad imparare è come se ci si scrivesse sopra e ovviamente a scrivere può essere uno che ha fatto la prima elementare ma anche un vero “poeta”!
Le cose scritte non si possono cancellare, si possono correggere, ma sarà come riscrivere qualcosa sopra una cancellatura fatta con il “bianchetto”, si vedrà sempre che sotto c’era qualcosa.
La soluzione migliore quindi è imparare a scrivere bene prima di iniziare l’opera e non dopo!
Generalmente invece le cose vanno diversamente, ed ecco che, appena arriva il cucciolo, click, si attacca il guinzaglio e… cosa accade? Naturalmente il cucciolo tira e i proprietari lasciano fare perché tanto è piccolo e così il cane imparerà che la cosa normale quando si è al guinzaglio è appunto tirare.
Il guinzaglio non è l’unico problema, ce ne sono molti altri: saltare addosso, mordicchiare mani o vestiti, non riportare il gioco, ecc. Alcuni proprietari fanno il grosso errore di non socializzare il cucciolo da subito o di farlo in modo errato, ad esempio nelle aree cani (faremo a breve un altro articolo sull’argomento) e se poi hanno avuto la sfortuna di prendere il cane da un allevatore o da un privato che non hanno gestito in modo adeguato i primi 2 mesi di vita del cucciolo, ecco che le probabilità di avere un cane con problemi comportamentali sono elevatissime.
Il cucciolo nei primi mesi ha una velocità di apprendimento sconcertante e questo significa che, se impostati correttamente educazione e addestramento, si possono ottenere risultati incredibili in brevissimo tempo e anche il rapporto uomo-cane sarà un rapporto felicissimo. Naturalmente, se invece si compiono degli errori, anche questi verranno assorbiti e memorizzati dal cane con la stessa velocità.
E’ importante però fare attenzione a non esagerare. Il cucciolo va innanzi tutto educato e socializzato e oggi ci sono molti campi che promuovono i “puppy party”, incontri per cuccioli dai 2 ai 5 mesi in cui i proprietari ricevono delle prime nozioni importanti e il cane viene messo a contatto con altri simili e con altre persone. Ci sono però anche campi in cui non si lavora sulla socializzazione e sull’educazione ma si pensa solo all’addestramento (generalmente campi con istruttori poco aggiornati, spesso che puntano più allo sport che al benessere del cane e al rapporto con il suo proprietario) ma anche campi dove propongono solo educazione e socializzazione dimenticando l’addestramento che, invece, a questa età può essere già impostato con risultati sorprendenti che agevoleranno il futuro addestramento vero e proprio, purché venga fatto con i dovuti metodi considerando la giovanissima età del cane.
In effetti, sfruttando il grande appetito dei cuccioli, possiamo far assumere loro le posizioni e fare quei movimenti che in seguito diventeranno degli esercizi, che siano il seduto, il terra o l’andata al piede, il tutto senza parole perché, non dimentichiamolo, non stiamo ancora addestrando, ma solamente gettando le fondamenta!
Con il mio ultimo cane, Jadd, che ad oggi ha 11 mesi, all’età di 2/3 mesi abbiamo impostato alcune attività fra cui le “piste” da gara, facendole solo un paio di volte per due o tre settimane e poi mai più riproposte fino a pochi giorni fa. Jadd ha dimostrato non solo di ricordare molto bene di cosa si trattava, ma le ha fatto con enorme entusiasmo!

Questo approccio con i cuccioli ci darà 2 vantaggi enormi in futuro: 1. Il cane imparerà da subito a “collaborare” con noi per raggiungere qualcosa, instaurando così un legame ancora più forte fra noi e lui; 2. Quando inizierà il vero addestramento, il cane si ritroverà a fare quei movimenti e ad assumere quelle posizioni che gli sono già familiari, e si tratterà quindi di dover solo lavorare sulla precisione, facendo risparmiare un bel po’ di fatica in particolare agli sportivi.

Altro aspetto fondamentale parlando di cuccioli è il tempo che dedico loro perché da questo dipenderà il futuro rapporto con lui.
Non è importante solo investire più tempo possibile, ma è fondamentale che si tratti di tempo di qualità. Se mi limito a portare il cucciolo a passeggio o sganciarlo in campi risultando io unicamente un accompagnatore, senza quindi avere un ruolo attivo e propositivo, non potrà sorprendermi il fatto che da adulto il cane non mi darà molta attenzione e probabilmente non risponderà ai miei segnali.
Il cucciolo ha bisogno di un compagno UMANO che giochi con lui, che gli faccia esplorare il mondo ma in modo attivo, che gli proponga attività interessanti da fare insieme, questo permetterà lo stabilirsi di un legame di fiducia e rispetto davvero appagante per entrambi.

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